Che la Campania avesse di vedute meravigliose e spettacolari lo sapevo, come sapevo che il modo migliore per godere di queste meraviglie è quello di avventurarsi nelle sue viscere e nel suo intimo per andare diritti all’essenza della sua anima. Sapevo che l’uomo da sempre ha cercato di superare i propri limiti mettendosi alla prova in sfide stimolanti e ai limiti delle proprie forze fisiche e mentali. Quando ieri, sulle splendide pareti rocciose di Punta Campanella, ho visto un gruppo di amici che con passione e dedizione arrivava a toccarne le cime più alte ho cercato di dare una spiegazione logica a me stesso. Dopo le prime “arrampicate” ho capito che la risposta risiede nella voglia di sfidare la natura e dominarla con i muscoli e, soprattutto, con la mente e la ragione. Ad un certo punto ho dato loro le spalle lasciandomi dietro quelle pareti baciate dal cielo e abbracciate dal mare per ammirare l’azzurro cristallino dell’acqua e ho compreso che per loro, come per me, non poteva esserci sensazione più bella che trovarsi in quel luogo: nella natura selvaggia fra terra e cielo, montagne e mare, per godere di uno dei posti che anche il mito ha scelto come luogo più ospitale per i suoi eroi più vigorosi. Forse lo sapeva anche Ulisse, quando decise di costruire su queste terre un tempio, che quello era uno di quei luoghi da scoprire emozionandosi. Da vivere.
Il contatto con la nuda roccia forse per gli appassionati di climbing è uno dei modi più vivi per riscoprire queste terre che troppo a lungo hanno subito l’oblio dei loro abitanti.
Ho scelto di raccontare la mia prima esperienza con il gruppo di amici de “Viaggiatorevagabondo”, che ringrazio calorosamente, non attraverso la semplice descrizione della giornata (quella la si può vedere nelle foto), ma attraverso le sensazioni che ieri mi hanno accompagnato durante una splendida giornata di adrenalina.
A sera eravamo stanchi ma appagati, felici e già pronti per un’altra seducente avventura
Il contatto con la nuda roccia forse per gli appassionati di climbing è uno dei modi più vivi per riscoprire queste terre che troppo a lungo hanno subito l’oblio dei loro abitanti.
Ho scelto di raccontare la mia prima esperienza con il gruppo di amici de “Viaggiatorevagabondo”, che ringrazio calorosamente, non attraverso la semplice descrizione della giornata (quella la si può vedere nelle foto), ma attraverso le sensazioni che ieri mi hanno accompagnato durante una splendida giornata di adrenalina.
A sera eravamo stanchi ma appagati, felici e già pronti per un’altra seducente avventura
Carmine Afeltra
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