Il romanico in costiera

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mercoledì 14 ottobre 2009

NAPOLI E NON SOLO

È sotto gli occhi di tutti che il patrimonio artistico della Campania è davvero sterminato. Basterebbe la sola città di Napoli a saziare la nostra fame culturale con le sue chiese, i palazzi, le piazze, i teatri e tanto altro ancora. Visitare anche gli altri gioielli del nostro territorio riserva molte sorprese e un'esperienza del genere può lasciarci letteralmente a bocca aperta. La fasi storiche più antiche forse sono anche le più affascinanti e un giro della Campania alla ricerca delle chiese e delle opere ivi contenute sarebbe un’ottima opportunità per scoprirne il significato artistico e storico. Le gallerie fotografiche proposte da Medculture hanno proprio lo scopo di porre alla vostra attenzione tale patrimonio cercando di porre l’accento sui tesori nascosti e sfavillanti.
Basterebbe una giornata partendo dalla Badia della SS. Trinità di Cava proseguendo per Ravello, Scala scendendo, infine, ad Amalfi, per rendersi conto di quanto sia immenso il patrimonio religioso a nostra disposizione. Per questo oggi propongo un tour fotografico di queste località sperando di accendere la vostra curiosità nello scoprire, di persona, queste meraviglie.
Carmine Afeltra

mercoledì 29 luglio 2009

Il Duomo di Napoli attraverso secoli di storia, arte e fede

La visita al Duomo di Napoli è una delle più gettonate per chi sceglie di trascorrere qualche giorno nell’affascinante città partenopea. Ma lo è anche per chi vive vicino a quella città a stretto contatto con i suoi monumenti? Qualche giorno fa mi sono lanciato nuovamente in questa visita e ho potuto notare con piacere che il percorso storico, artistico, religioso e culturale offre uno dei panorami più completi del tessuto monumentale napoletano. Si può, infatti, gustare una visita partendo dall’antichità classica e ammirare una continuità di vita che arriva fino ai giorni nostri attraverso una serie di testimonianze eccezionali. Nel tour fotografico che offriamo grazie alla fotogallery di Medculture, è possibile cogliere alcuni aspetti di tali testimonianze. Il Battistero di S. Giovanni in Fonte, al quale si può accedere dalla navata sinistra del Duomo passando per la basilica di S. Restituta, offre una delle pagine più belle dell’arte musiva paleocristiana; il Battistero fu fondato dal vescovo Severo fra IV e V secolo a. C. La stessa basilica di S. Restituta è la più antica basilica napoletana e fu eretta nel IV secolo a. C. per volere di Costantino. Il duomo poi è la parte più indicativa della visita poiché è un vero e proprio contenitore di arte e architettura e, insieme alla cappella del sangue di S. Gennaro, rappresenta uno dei luoghi più profondi della spiritualità napoletana. La Cappella Carafa, magnifico esempio di architettura rinascimentale, si trova sotto l’abside del duomo e ospita la statua di Oliviero Carafa che nel 1497 riportò a Napoli le reliquie di S. Gennaro. Quest’ultimo, vescovo di Benevento, morì martire a Pozzuoli il 19 settembre 305, il suo corpo, dopo essere stato nascosto, fu traslato e sepolto nelle catacombe di Napoli, poi rubato dai Longobardi e portato a Benevento (831). Nel 1159 fu spostato presso il santuario di Montevergine e nel 1497 definitivamente a Napoli.
Strettamente connesso con il culto del Santo patrono di Napoli, è il Museo del tesoro di S. Gennaro, il quale ospita molti prodotti in argento e oro che costituiscono una delle evidenze più importanti per comprendere i fenomeni artistici del 700 napoletano. Nel museo, infatti, sono custoditi busti reliquiari, crocefissi decorati in oro e argento, statue, messali e calici di altissimo valore. Organizzato su due piani, può essere la tappa finale, anche in ordine cronologico, di una visita che in mezza mattinata ci lascerà letteralmente a bocca aperta.

giovedì 21 maggio 2009

Il Cristo ritrovato di Michelangelo: le mie sensazioni


Lasciatemi dire che quando un’opera d’arte, fra le tante cose, è un insieme di calcoli, proporzioni perfette e, soprattutto genio, il prodotto sarà qualcosa che non può non lasciarci a bocca aperta.
È stata questa la sensazione che ho provato quando, alla fine di uno stupendo percorso museale, ho potuto ammirare nel Museo diocesano di Napoli il Cristo ritrovato di Michelangelo.
Una scultura lignea alta 41 cm ca. che mostra tutta la sofferenza del Cristo crocifisso. La testa leggermente piegata verso destra nell’istante esatto in cui Gesù emette l’ultimo afflato vitale (“…E, chinato il capo, spirò…), le forme anatomiche perfette e, pur nella sofferenza, piene di armonia.
L’arte d’ispirazione religiosa durante i secoli ha donato all’umanità intera opere di sublime fattura e non è il nome dell’artista a farne un patrimonio dell’umanità, ma il significato che esse celano. A parole non si possono descrivere sensazioni che vanno vissute e provate solo in uno stato di profonda meditazione al cospetto di capolavori del genere.
Per questo consiglio a tutti voi una visita a questa stupenda opera che resterà a Napoli fino al 12 luglio.

Carmine Afeltra

martedì 19 maggio 2009

Pane e Climbing


Il Climbing è lo sport di situazione per eccellenza
Punta Campanella è l’estrema propaggine della penisola sorrentina sulla costa tirrenica. Mi piace sempre ritornare in questo luogo dove ancor vive il mito di Ulisse e delle sirene. Qui è facile perdersi nei sogni, sentirsi inermi davanti a tanto splendore e vivere un assoluto distacco dal trambusto cittadino. Si ha l’impressione che il tempo ritrovi quell’andamento pigro oggi smarrito.
Che cosa si prova ad arrampicare? E’ come se le emozioni fossero più veloci dell’intelletto, ed è difficile racchiuderle in una frase. Forse non è possibile coglierne l’aspetto razionale, forse è puro istinto. In quegli istanti sei solo con le tue paure, guardi negli occhi il coraggio e ti auguri che non ti abbandoni. La mente consegue una straordinaria concentrazione, diventa leggera, agile, sgombra da ogni assillo. Tutto quello che ci attornia assume un senso differente, viene fruito diversamente dai sensi.
Il climbing non è uno sport di competizione, ma di meditazione. Si evolve per gradi, la crescita è interiore. Quando si osserva un amico conseguire un gesto in cui tu non sei riuscito, si gioisce immaginando il momento in cui si conquisterà quelle stesse sensazioni.
Punta Campanella è stato per me un luogo di formazione. La falesia qui si tuffa direttamente a mare e quel continuo fluttuare delle onde sulla roccia, mi aggredisce, mi regala una sensazione di instabilità unica. Le prime volte non riuscivo che a fare pochi metri in parete, poi vinto dalla devastante veemenza evocativa degli abissi, rimanevo impietrito ed ero costretto a scendere. Al termine della mia prima arrampicata, giurai a me stesso che non avrei più tentato, mi sentivo terrorizzato. E’ meraviglioso pensare che domenica ho anche provato la salita come primo. Sto vivendo un continuo e costante miglioramento della mia capacità di reagire alle situazioni. Il climbing è lo sport di situazione per eccellenza. Più che la bellezza di un gesto tecnico più o meno aggraziato a seconda dell’esperienza maturata, l’arrampicata mi affascina perché lungo quei venti metri di parete, riesco ad illudermi di dominare il mio tempo.


Raffaele Alfano

lunedì 18 maggio 2009

Punta Campanella: la terra dei miti


Che la Campania avesse di vedute meravigliose e spettacolari lo sapevo, come sapevo che il modo migliore per godere di queste meraviglie è quello di avventurarsi nelle sue viscere e nel suo intimo per andare diritti all’essenza della sua anima. Sapevo che l’uomo da sempre ha cercato di superare i propri limiti mettendosi alla prova in sfide stimolanti e ai limiti delle proprie forze fisiche e mentali. Quando ieri, sulle splendide pareti rocciose di Punta Campanella, ho visto un gruppo di amici che con passione e dedizione arrivava a toccarne le cime più alte ho cercato di dare una spiegazione logica a me stesso. Dopo le prime “arrampicate” ho capito che la risposta risiede nella voglia di sfidare la natura e dominarla con i muscoli e, soprattutto, con la mente e la ragione. Ad un certo punto ho dato loro le spalle lasciandomi dietro quelle pareti baciate dal cielo e abbracciate dal mare per ammirare l’azzurro cristallino dell’acqua e ho compreso che per loro, come per me, non poteva esserci sensazione più bella che trovarsi in quel luogo: nella natura selvaggia fra terra e cielo, montagne e mare, per godere di uno dei posti che anche il mito ha scelto come luogo più ospitale per i suoi eroi più vigorosi. Forse lo sapeva anche Ulisse, quando decise di costruire su queste terre un tempio, che quello era uno di quei luoghi da scoprire emozionandosi. Da vivere.
Il contatto con la nuda roccia forse per gli appassionati di climbing è uno dei modi più vivi per riscoprire queste terre che troppo a lungo hanno subito l’oblio dei loro abitanti.
Ho scelto di raccontare la mia prima esperienza con il gruppo di amici de “Viaggiatorevagabondo”, che ringrazio calorosamente, non attraverso la semplice descrizione della giornata (quella la si può vedere nelle foto), ma attraverso le sensazioni che ieri mi hanno accompagnato durante una splendida giornata di adrenalina.
A sera eravamo stanchi ma appagati, felici e già pronti per un’altra seducente avventura



Carmine Afeltra

mercoledì 13 maggio 2009

Michelangelo: Il Cristo ritrovato


Dopo lo straordinario successo delle esposizioni a Roma, Palermo, Trapani e Milano, arriva a Napoli, nel nuovo Museo Diocesano della città, di recente inaugurato, il crocifisso ligneo attribuito all’ancor giovane ma già grande maestro Michelangelo Buonarroti, e recentemente acquisito al patrimonio artistico dello Stato da parte del Ministero per i Beni Culturali.
L’eccezionalità dell’opera è data dalle sue proporzioni perfette, inscrivibili in un cerchio e in un quadrato come il celebre uomo vitruviano, e dalla correttezza anatomica e qualità scultorea che tanto hanno caratterizzato l’arte di Michelangelo giovane. Figura di concezione grandiosa e nobile, vigorosa e insieme delicata, curata nel dettaglio, il “Cristo crocifisso” si impone con la maestà e l’intensità di una scultura monumentale propria della lavorazione michelangiolesca.
Mostrato per la prima volta al pubblico italiano nel 2004 a Firenze in una mostra allestita al Museo Horne, la piccola preziosa scultura era di proprietà di un antiquario torinese, che a sua volta l’aveva acquistato da una famiglia fiorentina. Secondo il gruppo di studiosi che lo ha analizzato per oltre dieci anni, l'opera sarebbe stata realizzata intorno al 1495 quando Michelangelo era appena ventenne.
Nel 1492, dopo la scomparsa di Lorenzo il Magnifico, Michelangelo, già impegnato nei suoi studi d'arte, fu ospitato nel convento di Santo Spirito dove, presso l'ospedale, ebbe la possibilità di approfondire la conoscenza delle scienze anatomiche che gli permisero di perfezionare la straordinaria resa plastica delle sue opere.
Da: http://www.museodiocesanonapoli.it/index.htm

INFO:
Museo diocesano di Napoli
Orari:

dal lunedì al sabato dalle ore 9:30 alle 16:30
domenica dalle ore 9:30 alle 14:00
martedì chiuso

martedì 12 maggio 2009

Le foto della Badia di Cava

Anche se mutata dagli eventi storici e architettonici dei secoli la Badia di Cava conserva sempre il fascino di una gemma incastonata nelle verdi vallate campane. Una meraviglia fin dal primo momento della sua fondazione, nel 1011, ad opera di quel nobile longobardo che fu Alferio Pappacarbone il quale si ritirò a vita eremitica in quella Cava destinata ad allargarsi gonfiandosi, secolo dopo secolo, della gloria di Dio.
Presto raggiunse il dominio territoriale su gran parte del mezzogiorno giacché da essa dipendevano moltissime chiese e monasteri dell’Italia meridionale.
Papa Urbano II che la visitò nel 1092 ne consacrò la basilica.
Ciò che si vede oggi è il risultato di imponenti ricostruzioni avvenute soprattutto nel corso dei secoli XVI-XVIII sebbene con una buona visita sia ancora possibile ammirare gli elementi medievali.
Ho visitato l’Abbazia Sabato 9 Maggio in occasione di un’iniziativa promossa per il “Maggio dei Monumenti 2009”: una storia della Badia raccontata attraverso la voce di un’attrice che, probabilmente perché troppo emozionata, non ha dato dignità e valore a quell’immenso scrigno di storia, arte e cultura (la biblioteca raccoglie preziosi manoscritti e migliaia di pergamene a partire dall'VIII secolo d.C.).
Inoltre potrete accedere alla photogallery che ho realizzato durante quella visita confidando nella vostra curiosità per una visita reale ad un monumento così carico di Storia.
Carmine Afeltra