Punta Campanella

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giovedì 21 maggio 2009

Il Cristo ritrovato di Michelangelo: le mie sensazioni


Lasciatemi dire che quando un’opera d’arte, fra le tante cose, è un insieme di calcoli, proporzioni perfette e, soprattutto genio, il prodotto sarà qualcosa che non può non lasciarci a bocca aperta.
È stata questa la sensazione che ho provato quando, alla fine di uno stupendo percorso museale, ho potuto ammirare nel Museo diocesano di Napoli il Cristo ritrovato di Michelangelo.
Una scultura lignea alta 41 cm ca. che mostra tutta la sofferenza del Cristo crocifisso. La testa leggermente piegata verso destra nell’istante esatto in cui Gesù emette l’ultimo afflato vitale (“…E, chinato il capo, spirò…), le forme anatomiche perfette e, pur nella sofferenza, piene di armonia.
L’arte d’ispirazione religiosa durante i secoli ha donato all’umanità intera opere di sublime fattura e non è il nome dell’artista a farne un patrimonio dell’umanità, ma il significato che esse celano. A parole non si possono descrivere sensazioni che vanno vissute e provate solo in uno stato di profonda meditazione al cospetto di capolavori del genere.
Per questo consiglio a tutti voi una visita a questa stupenda opera che resterà a Napoli fino al 12 luglio.

Carmine Afeltra

martedì 19 maggio 2009

Pane e Climbing


Il Climbing è lo sport di situazione per eccellenza
Punta Campanella è l’estrema propaggine della penisola sorrentina sulla costa tirrenica. Mi piace sempre ritornare in questo luogo dove ancor vive il mito di Ulisse e delle sirene. Qui è facile perdersi nei sogni, sentirsi inermi davanti a tanto splendore e vivere un assoluto distacco dal trambusto cittadino. Si ha l’impressione che il tempo ritrovi quell’andamento pigro oggi smarrito.
Che cosa si prova ad arrampicare? E’ come se le emozioni fossero più veloci dell’intelletto, ed è difficile racchiuderle in una frase. Forse non è possibile coglierne l’aspetto razionale, forse è puro istinto. In quegli istanti sei solo con le tue paure, guardi negli occhi il coraggio e ti auguri che non ti abbandoni. La mente consegue una straordinaria concentrazione, diventa leggera, agile, sgombra da ogni assillo. Tutto quello che ci attornia assume un senso differente, viene fruito diversamente dai sensi.
Il climbing non è uno sport di competizione, ma di meditazione. Si evolve per gradi, la crescita è interiore. Quando si osserva un amico conseguire un gesto in cui tu non sei riuscito, si gioisce immaginando il momento in cui si conquisterà quelle stesse sensazioni.
Punta Campanella è stato per me un luogo di formazione. La falesia qui si tuffa direttamente a mare e quel continuo fluttuare delle onde sulla roccia, mi aggredisce, mi regala una sensazione di instabilità unica. Le prime volte non riuscivo che a fare pochi metri in parete, poi vinto dalla devastante veemenza evocativa degli abissi, rimanevo impietrito ed ero costretto a scendere. Al termine della mia prima arrampicata, giurai a me stesso che non avrei più tentato, mi sentivo terrorizzato. E’ meraviglioso pensare che domenica ho anche provato la salita come primo. Sto vivendo un continuo e costante miglioramento della mia capacità di reagire alle situazioni. Il climbing è lo sport di situazione per eccellenza. Più che la bellezza di un gesto tecnico più o meno aggraziato a seconda dell’esperienza maturata, l’arrampicata mi affascina perché lungo quei venti metri di parete, riesco ad illudermi di dominare il mio tempo.


Raffaele Alfano

lunedì 18 maggio 2009

Punta Campanella: la terra dei miti


Che la Campania avesse di vedute meravigliose e spettacolari lo sapevo, come sapevo che il modo migliore per godere di queste meraviglie è quello di avventurarsi nelle sue viscere e nel suo intimo per andare diritti all’essenza della sua anima. Sapevo che l’uomo da sempre ha cercato di superare i propri limiti mettendosi alla prova in sfide stimolanti e ai limiti delle proprie forze fisiche e mentali. Quando ieri, sulle splendide pareti rocciose di Punta Campanella, ho visto un gruppo di amici che con passione e dedizione arrivava a toccarne le cime più alte ho cercato di dare una spiegazione logica a me stesso. Dopo le prime “arrampicate” ho capito che la risposta risiede nella voglia di sfidare la natura e dominarla con i muscoli e, soprattutto, con la mente e la ragione. Ad un certo punto ho dato loro le spalle lasciandomi dietro quelle pareti baciate dal cielo e abbracciate dal mare per ammirare l’azzurro cristallino dell’acqua e ho compreso che per loro, come per me, non poteva esserci sensazione più bella che trovarsi in quel luogo: nella natura selvaggia fra terra e cielo, montagne e mare, per godere di uno dei posti che anche il mito ha scelto come luogo più ospitale per i suoi eroi più vigorosi. Forse lo sapeva anche Ulisse, quando decise di costruire su queste terre un tempio, che quello era uno di quei luoghi da scoprire emozionandosi. Da vivere.
Il contatto con la nuda roccia forse per gli appassionati di climbing è uno dei modi più vivi per riscoprire queste terre che troppo a lungo hanno subito l’oblio dei loro abitanti.
Ho scelto di raccontare la mia prima esperienza con il gruppo di amici de “Viaggiatorevagabondo”, che ringrazio calorosamente, non attraverso la semplice descrizione della giornata (quella la si può vedere nelle foto), ma attraverso le sensazioni che ieri mi hanno accompagnato durante una splendida giornata di adrenalina.
A sera eravamo stanchi ma appagati, felici e già pronti per un’altra seducente avventura



Carmine Afeltra

mercoledì 13 maggio 2009

Michelangelo: Il Cristo ritrovato


Dopo lo straordinario successo delle esposizioni a Roma, Palermo, Trapani e Milano, arriva a Napoli, nel nuovo Museo Diocesano della città, di recente inaugurato, il crocifisso ligneo attribuito all’ancor giovane ma già grande maestro Michelangelo Buonarroti, e recentemente acquisito al patrimonio artistico dello Stato da parte del Ministero per i Beni Culturali.
L’eccezionalità dell’opera è data dalle sue proporzioni perfette, inscrivibili in un cerchio e in un quadrato come il celebre uomo vitruviano, e dalla correttezza anatomica e qualità scultorea che tanto hanno caratterizzato l’arte di Michelangelo giovane. Figura di concezione grandiosa e nobile, vigorosa e insieme delicata, curata nel dettaglio, il “Cristo crocifisso” si impone con la maestà e l’intensità di una scultura monumentale propria della lavorazione michelangiolesca.
Mostrato per la prima volta al pubblico italiano nel 2004 a Firenze in una mostra allestita al Museo Horne, la piccola preziosa scultura era di proprietà di un antiquario torinese, che a sua volta l’aveva acquistato da una famiglia fiorentina. Secondo il gruppo di studiosi che lo ha analizzato per oltre dieci anni, l'opera sarebbe stata realizzata intorno al 1495 quando Michelangelo era appena ventenne.
Nel 1492, dopo la scomparsa di Lorenzo il Magnifico, Michelangelo, già impegnato nei suoi studi d'arte, fu ospitato nel convento di Santo Spirito dove, presso l'ospedale, ebbe la possibilità di approfondire la conoscenza delle scienze anatomiche che gli permisero di perfezionare la straordinaria resa plastica delle sue opere.
Da: http://www.museodiocesanonapoli.it/index.htm

INFO:
Museo diocesano di Napoli
Orari:

dal lunedì al sabato dalle ore 9:30 alle 16:30
domenica dalle ore 9:30 alle 14:00
martedì chiuso

martedì 12 maggio 2009

Le foto della Badia di Cava

Anche se mutata dagli eventi storici e architettonici dei secoli la Badia di Cava conserva sempre il fascino di una gemma incastonata nelle verdi vallate campane. Una meraviglia fin dal primo momento della sua fondazione, nel 1011, ad opera di quel nobile longobardo che fu Alferio Pappacarbone il quale si ritirò a vita eremitica in quella Cava destinata ad allargarsi gonfiandosi, secolo dopo secolo, della gloria di Dio.
Presto raggiunse il dominio territoriale su gran parte del mezzogiorno giacché da essa dipendevano moltissime chiese e monasteri dell’Italia meridionale.
Papa Urbano II che la visitò nel 1092 ne consacrò la basilica.
Ciò che si vede oggi è il risultato di imponenti ricostruzioni avvenute soprattutto nel corso dei secoli XVI-XVIII sebbene con una buona visita sia ancora possibile ammirare gli elementi medievali.
Ho visitato l’Abbazia Sabato 9 Maggio in occasione di un’iniziativa promossa per il “Maggio dei Monumenti 2009”: una storia della Badia raccontata attraverso la voce di un’attrice che, probabilmente perché troppo emozionata, non ha dato dignità e valore a quell’immenso scrigno di storia, arte e cultura (la biblioteca raccoglie preziosi manoscritti e migliaia di pergamene a partire dall'VIII secolo d.C.).
Inoltre potrete accedere alla photogallery che ho realizzato durante quella visita confidando nella vostra curiosità per una visita reale ad un monumento così carico di Storia.
Carmine Afeltra

lunedì 4 maggio 2009

Un monumento per la Campania

Con l'inizio del Maggio dei monumenti colgo l'occasione per dare visibilità al profumo delle nostre terre, quel profumo che si materializza nelle pietre che hanno varcato le porte dei secoli e che oggi si offrono a noi. Lo faccio attraverso MEDCULTURE, un Diario, il blog che ha lo scopo di far conoscere quanto sia immenso il patrimonio del Mediterraneo e in particolare dei posti dove viviamo.

Questa volta diamo spazio ad un legame speciale, al verde e al grigio, al connubio che c'è fra pietra e alberi, chiesa e infinito, spiritualità e natura. Parlo della Badia della SS. Trinità di Cava dei Tirreni, il primo centro intorno al quale si è plasmato l'odierno abitato. Un'abbazia che risale all'XI secolo e che nel 1394 divenne abbazia territoriale incorporando dei territori molto vasti.

Lo stupore di questa visita comincia nell'istante in cui si volta l'angolo della strada e ci si ritrova davanti agli occhi questo gioiello di spiritualità e scrigno delle fasi di più secoli conservate nelle sue viscere.

Un itinerario speciale di cui possiamo usufruire in questo mese dedicato ai monumenti:

Sabato 9 e Domenica 10 Maggio infatti l'Abbazia sarà raccontata da Stefania Guida, nell'ambito del programma "RACCONTAMI" incentrato sulla conoscenza di monumenti e siti della Campania attraverso le voci di numerosi attori e personalità.

Programma:

Cava Tirreni
Stefania Guida racconta l’Abbazia Benedettina della SS. Trinità
sabato ore 11:00, ore 16:00
domenica ore 12:00

Carmine Afeltra

mercoledì 15 aprile 2009

Il Sannio, Benevento e Pietrelcina

Un'altra visita che questa volta avrà come meta l'entroterra campano: Il Sannio, Benevento e Pietrelcina. Un' interfaccia appenninica fra l'Adriatico e il Tirreno, crocevia di passaggi per lo sbocco sul Mediterraneo. Lungo i secoli queste lande hanno accolto numerose testimonianze storiche e artistiche che le hanno sigillate a fuoco nel panorama culturale italiano. Luoghi che spesso cadono nell'oblio, dei quali non sappiamo abbastanza e dei quali diamo per scontato l'immane fascino che i loro suoli trasudano. Un itinerario che coglie nelle verdeggianti vallate beneventane l'anima storica di una delle guerre più cruente che accese lo scontro fatale fra gli "adolescenti" Romani e i Sanniti. Benvento: una perla campana che nella sua continuità di vita ha visto innalzare numerosi monumenti segno del passaggio di Romani e Longobardi. Pietrelcina: il volano e la culla di una delle testimonianze più limpide e pure del cristianesimo occidentale. 

Tutto ciò, e tanto altro ancora, per voi che avete deciso di partecipare Sabato 18 aprile

Carmine Afeltra